Lievore's Edition Amstaff Kennel


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Philadalphia Regional Speciality

Quando parti per gli Usa sai già che vai incontro a un “paese dei balocchi”, se vai la per una esposizione canina, ti aspetti una “Disney cinofila”. Senza dubbio le expo Usa sono veramente uno spettacolo, già da quando entri nel parcheggio e ti trovi di fronte dei motorhome da sogno, delle vere e proprie città su
ruote. E in effetti il circo delle expo in America è un gruppo ben organizzato che si sposta in lungo e in largo e mette su uno spettacolo di prim’ordine. Noi nella nostra carriera espositiva avevamo fatto visita in “madre patria” svariate volte, agli albori in UKC, poi una full immersion di due settimane nel 2005 al Florida Circuit, a esporre i nostri amstaff.Ma questa volta la storia è diversa, qui si è chiamati a giudicare i migliori amstaff degli allevatori che hanno portato avanti il testimone passatogli dai padri della razza.
Essere chiamato a giudicare nella “Regional Speciality” è di per sè un evento eccezionale ma lo è particolarmente per

svariate ragioni:lo è perché la regional di Philadelphia è una delle due più importanti
in Usa insieme alla Kentucky, perché è inserita in una 4 giorni di altissimo livello dove il sabato c’è il “Purina National Dog Show” (lo show che viene trasmesso in tv dalla NBC in tutta America e per
giunta il giorno del Thanksgiving).Un’altra ragione di eccezionalità è che dal 1936, anno del riconoscimento della razza, solo altre due volte è stato chiamato un giudice non americano. Ma se a tutto ciò unisci che a Philadelphia io esordivo in cinofilia “ufficiale”,beh ci sta che le gambe all’inizio mi tremassero un po’ ma poi, si sa, the show must go on.Prima di entrare nel dettaglio di cani e giudizi vorrei farvi entrare nel mood raccontandovi un paio di cose.La prima riguarda il colpo d’occhio che sabato avevano le persone quando entravano nell’enorme padiglione dello show:

ogni razza aveva a disposizione uno spazio dove erano sistemati i cani e ciascun club lo allestiva con addobbi, foto storiche e quanto altro potesse presentare al meglio la razza. Il club che aveva preparato
la miglior coreografia vinceva un premio assegnatogli da un’apposita giuria e il primo posto indovinate a chi è andato? Agli amstaff naturalmente. Un altro bel siparietto tutto made in Usa era il corner dove il pubblico
poteva andare a conoscere in carne e ossa niente meno che Ch.Rocky Tops Sundance Kid “Rufus” il bull terrier che aveva vinto, tra gli altri, il BIS a Westminster e alla precedente edizione del Purina di Philadelphia, ma che qui era soprattutto ambasciatore delle razze bull come “therapy dog” insieme a un altro bull, “Sergio” un amstaff che non a caso è stato chiamato con nome italiano, perché è figlio del nostro Geco (Thor The Power Head Sitting Bull).

Un’altra soddisfazione tutta italiana a Philadelphia ce l’hanno data sempre i figli di Geco vincendo alla Regional con la mamma di questa cucciolata il titolo di “Brood Bitch” (miglior riproduttrice) e poi le nostra Federica che con uno dei fratelli (“Tj”… vi ricorda niente? Forse Pj?!) ha vinto l’”award of merit” .Finite queste storie di famiglia “italoamericane” (ma penso che agli appassionati italiani possano interessare e far piacere) ritorniamo a vedere cosa è successo, con un focus particolare ai terrier di tipo bull.
Nei bull terrier ha primeggiato sempre Sarafina Of Bullful The Joker , non a caso figlia di Rufus e negli staffordshire bull terrier Ch. Bullseye American Idol di proprietà di Zane Smith giudice AKC e proprietario anche del leggendario amstaff Ch. Fraja Ec Gold Standard e di Masterbolt IOU Gold che ha fatto il BOB alla Regional Specialty. Per quanto riguarda le “sweepstakes” da me giudicate, ho avuto il piacere di giudicare dei buoni giovani dai 6 ai 18 mesi, tutti tipici,corretti e ben presentati dove, forse, avrei voluto trovare un po’ più di sostanza in entrambi i sessi.Qui le mie preferenze sono andate al maschio Majestic’s Politically Incorrect e Best in Sweepstakes e sesso opposto Ch Hilltop’s Silly Little Secrets. Ma la più gradita sorpresa l’ho avuta nel poter giudicare dei veterani veramente eccezionali, dei veri pezzi di storia moderna dell’amstaff e in condizioni perfette.Qui Ch Cloverhill’s Dreamcatcher (foto 12) femmina di 11 anni e mezzo ha strappato applausi a scena aperta muovendo da manuale,volando nel ring quasi senza toccare terra e straguadagnandosi il Best in Sweepstakes veterani sul maschio Ch Rangler’s High Calibur.
Oltre a tutto ciò, al mio ritorno in Italia, la ciliegina sulla torta: la mail di congratulazioni, veramente commovente, della vice presidente del club americano dell’Amstaff (STCA). Concludendo, come trasmettervi le emozioni di questo mio debutto come direttore d’orchestra alla Scala dell’Amstaff se non con la frase della famosa pubblicità di una nota carta di credito “Queste cose non hanno prezzo, per tutto il resto c’è Mastercard!”.


Aggiornato il 16 set 2008 ** Chiara Melegari WebDesign | ltded.amstaff@tin.it

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